Dalle parole agli atti

novembre 7, 2018

Il diciannovesimo di una serie di progetti di capitoli per un libro da salotto illustrato e di stile popolare sul modo in cui la Bibbia ha modellato molti aspetti delle nostre vite occidentali.

COMPASSIONE E SVILUPPO

Le organizzazioni non governative (ONG) sono diventate attrici di peso mondiale, affianco ai settori governativi e commerciali. Oggigiorno, esistono diversi milioni di ONG in tutto il mondo, riconosciute come il terzo settore chiave nei domini degli aiuti umanitari, dell’ambiente, dei diritti umani, della migrazione, dei profughi, della schiavitù, della costruzione della pace, dell’aiuto e dello sviluppo.

Le fonti delle Nazioni Unite riferiscono che certe ONG hanno bilanci oltrepassando quelli dei paesi donatori membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), quali World Vision (2.5 miliardi di €), Save the Children (1,23 miliardi di €), Oxfam e Medici senza frontiere (entrambi intorno al 1.1 miliardo di €) e Catholic Relief Services (720 milioni di €) [statistiche del 2011].

Quale influenza della Bibbia si può rintracciare, sia nella creazione, sia nella motivazione di tali organizzazioni? Le ONG, secolari o relogiose, sono enti morali, sfidando le situazioni ingiuste ed inique. Le ONG religiose riconoscono apertamente il loro obbligo nei confronti del divino e degli umani creati ad immagine di Dio.

Le agenzie secolari cercano in modo generale di promuovere i diritti umani. Come abbiamo già trattato prima, mentre il concetto dei diritti umani è spesso considerato essere non religioso, quali basi esistono per riconoscere la dignità e la santità della vita umana, sulle quali i diritti umani derivano, senza la comprensione biblica degli umani rispecchiando l’immagine di Dio?

Mentre delle organizzazioni senza scopo di lucro, quali le università, le società polisportive ed i sindacati esistono per l’interesse dei loro membri, le ONG sono basate sui valori, esistendo per servire gli altri: gli svantaggiati, i bisognosi, i dimenticati e gli emarginati. Anche se la maggioranza delle ONG secolari e non religiose sono apparse soltanto nei decenni recenti, le opere di compassione hanno una storia di diversi secoli, nella tradizione cristiana.

Nel Medioevo, i monasteri e gli ordini si specializzavano spesso in numerosi tipi di ministeri per i poveri, gli svantaggiati, gli abusati, i malati ed i prigionieri. Gli esempi dei santi, tali San Martino e San Francesco, spesso dipinti sulle vetrate, ricordavano, sia al clero sia ai laici, le sei opere di misericordia (Matteo 25) – per gli affamati, per gli assetati, per i malati, per i senzatetto, per i prigionieri e per quelli senza vestiti – e che le pecore e le capre saranno separate in base a tali atti di compassione.

Nei paesi della Riforma, i diaconi e le diaconesse hanno continuato tali ministeri con i Comuni prendendo certe responsabilità per il benessere sociale, tali gli orfanatrofi e l’alloggio per le vedove.

Il risveglio metodista del 18° secolo in Gran Bretagna destò una coscienza sociale nazionale e produsse varie nuove iniziative in risposta alle sfide sociali della Rivoluzione industriale. Dopo la sua lotta proficua nell’ambito di vietare la tratta degli schiavi (1807) dopo la sua conversione al Cristianesimo, William Wilberforce è stato il cofondatore della Società per la prevenzione della crudeltà nei confronti degli animali, la SPCA (1824).

Nei secoli successivi, tante persone spinte dalla loro fede cristiana stabilirono dei movimenti volontari per il bene comune, compresi Henri Dunant (La Croce Rossa, 1863), George Williams (YMCA, 1844), Florence Nightingale (assistenza infermieristica), Elizabeth Fry (riforma delle prigioni), e William e Catherine Booth (Esercito della Salvezza, 1865). Il Save the Children Fund (SCF, 1919) era stato fondato dall’insegnante Eglantyne Jebb, atterrita dal trattamento dei bambini da parte degli Alleati nelle nazioni sconfitte dopo la Prima guerra mondiale, secondo le sue parole, dopo che “mi è apparso il volto di Cristo”.

La devastazione ed i sconvolgimenti della guerra hanno catalizzato la nascita di diverse nuove agenzie durante e dopo la Seconda guerra mondiale, comprese Catholic Relief Services (1943), Christian Aid (1945) e World Vision (1950). Nel 1947, due organizzazioni quacchere ricevettero congiuntamente il Premio Nobel per la pace per il loro servizio umanitario ed il loro impegno per la pace e la non violenza.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Articolo 71 della Carta delle Nazioni Unite (1945) aveva creato spazio per una nuova ente, ‘l’organizzazione non governativa’, con la quale le sue varie agenzie, quali l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) avrebbero delle relazioni consultative. Alcuni movimenti ed organizzazioni esistenti, certi ordini religiosi laici e dei movimenti protestanti di missione, sono stati ‘reincarnati’ in ONG, nello scopo di entrare in una relazione formale con l’ONU per servire la missione pubblica.

Tuttavia, sarà soltanto dopo la fine della Guerra fredda e la caduta del comunismo che il clima diventerà favorevole per la moltiplicazione delle ONG a livello mondiale. In terre sovietiche, dove il controllo dello stato ateo era totale, le ONG erano illegali. I concetti di organizzazioni benevole e volontari semplicemente non esistevano nel pensiero sovietico. Appena un decennio dopo la fine dell’Unione sovietica, almeno 65000 ONG erano state registrate in Russia.

Storicamente, le organizzazioni ed i movimenti esistenti per promuovere un certo bene pubblico erano state delle risposte alla Regola d’oro ‘d’amare il suo prossimo.’ Oggi, oltre i due terzi di tutte le organizzazioni non governative religiose opera in base a presupposti biblici. Anche se i Musulmani superano di cento volte gli Ebrei nel mondo intero, le agenzie ebree sono più o meno di numero pari alle agenzie musulmane.

Le religioni che evidenziando la carità, la responsabilità personale e l’iniziativa individuale sono più propense a produrre delle ONG che quelle con spiritualità fatalistiche, di un altro mondo e ripiegate su loro stesse. Anche se diverse religioni adottano il valore della compassione (il Corano parla diverse volte di ‘Allah il Compassionevole’), storicamente, quelli che rivendicano l’ispirazione della Bibbia sono noti per tradurre le parole in azioni.




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