‘Dio vi chiama…’

luglio 8, 2019

Tre parole olandesi, ‘God roept u’ (Dio vi chiama) brillano al neon blu sulla linea del tetto della Samaritan’s Inn (l’Ostello del Samaritano), affianco alle parole ‘Jesus loves you’ (Gesù vi ama), delle quali abbiamo scritto la settimana scorsa.

Significando ‘Dio vi chiama’, queste parole sono state visibili da tutti quelli entrando e uscendo dalla Stazione Centrale d’Amsterdam sin dalla seconda guerra mondiale, ed erano prima dipinte su sfondo di legno. Perché il palazzo di Gioventù in Missione, dove io e mia moglie ormai viviamo, era per la maggior parte del secolo scorso la sede nazionale dell’Esercito della Salvezza, o Leger des Heils.

Costruito inizialmente sotto il nome di Grand Hotel Prins Hendrik nel 1896, sette anni dopo l’apertura della Stazione Centrale, le famiglie e i viaggiatori potevano trascorrere una notte qui per un fiorino e cinquanta centesimi, colazione compresa. Quando le prime vetture senza cavalli iniziarono ad apparire sulle strade, l’albergo fu comprato dall’Esercito della Salvezza che aveva iniziato la sua opera nei Paesi Bassi nel 1887.

All’inizio, “l’Esercito” fronteggiò un opposizione verbale e fisica, sia dalla stampa cristiana sia da quella secolare, a causa del loro evangelismo e dei loro servizi non ortodossi. Il loro linguaggio “terra terra”, e la loro elusione dei sacramenti del battesimo e della communione come causa di tante divisioni, spinsero tante persone a credere che erano “un stratagemma del diavolo per screditare l’evangelo.” Le prime riunioni ad Amsterdam furono perturbate da bande indisciplinate.

Gli atteggiamenti iniziarono tuttavia a cambiare nell’inverno molto duro del 1890-91, quando “l’Esercito” creò dei rifugi per i senzatetto con mense dei poveri e distribuzioni di cibo. In sei diverse aule della città, i “soldati dell’Esercito” hanno ospitato migliaia di persone per le cene di Natale.

Nel 1910, durante l’ultimo di vari giri di predicazioni nei Paesi Bassi, il fondatore dell’Esercito della Salvezza in persona, il Generale William Booth (foto), visitò il Grand Hotel Prins Hendrik, ormai acquisito come centro di comando operativo dell’opera nazionale dell’Esercito. La sua posizione di rilievo rafforzò la visibilità della presenza dell’Esercito nella capitale e nella nazione intera, rispecchiando il rispetto e l’influenza in crescita di quel che diventò The East London Christian Mission (La missione cristiana di Londra Est) nel 1865.

Nell’occupazione nazista dei Paesi Bassi, “l’Esercito” fu proibito. Il palazzo fu requisito dagli invasori come ufficio dei supervisori nazionali dei sindacati. Dopo la guerra, l’Esercito tornò in possesso del palazzo, restaurando l’emblema e il motto,‘Bloed en Vuur’ (Sangue e fuoco), sulla linea di tetto e sopra le parole del terzo piano ‘God roept U’. Dei messaggi audaci di speranza possono ancora essere visti sui palazzi della Leger des Heils in tutto il paese, quali Twijfel niet, God is er (non dubitare, Dio è qui).

Quando Gioventù in Missione comprò questo palazzo nel 1980, (mia moglie, da presidente del bordo, firmò per questo), non fu direttamente da Het Leger. Per circa un decennio, era occupato abusivamente da vari gruppi, dai tossicodipendenti ai membri della setta dei Figli di Dio. Floyd McClung, all’epoca dirigente di Gioventù in Missione, riprese l’antico messaggio dell’Esercito della Salvezza e scrisse un fascicolo: God roept Amsterdam. C’era un tempo in cui Amsterdam era una città con tante chiese e monasteri, una città di rifugio per gli Ebrei iberici, per gli Ugonotti, per i Padri Pellegrini, ma ora, questa città di tolleranza è diventata famosa per tutte le cose sbagliate: la droga, la prostituzione e l’anarchia, egli scrisse. Eppure, Dio chiamava ancora Amsterdam e gli Amsterdammer di tornare a lui, al suo amore, ai suoi piani, scriveva Floyd.

Nei quattro decenni che sono trascorsi sin da allora, tante preghiere fatte all’epoca si sono realizzate. La Zeedijk, che inizia a sinistra del palazzo, una volta zona pericolosa anche per la polizia, è stata pulita dalla feccia del traffico di stupefacenti; e Amsterdam ha ormai un sindaco che vuole far chiudere il distretto a luci rosse, accessibile dal vicolo a destra del palazzo. Un periodico secolare nazionale di primo piano ha pubblicato di recente un articolo intitolato “Chiudete le finestre!”, chiedendo: “Non sarà forse il momento per una fine definitiva (del quartiere a luci rosse)? L’argomento che le donne vi trovano un ambiente di lavoro sicuro è una sciocchezza!”

Tante altre chiese sono attivamente impegnate sia nella predicazione dell’evangelo sia nella condivisione dell’amore di Dio in modo pratico ad Amsterdam rispetto a quando Floyd si lamentava della mancanza di testimonianza effettiva ed unita.

Eppure, il messaggio ‘God roept U’rimane valido per Amsterdam, per gli Amsterdammer, per i turisti e in pratica per noi tutti. Troppo spesso, siamo diventati sordi alla sua chiamata: tornare a lui, al suo amore, al suo perdono, alla sua guarigione, ai suoi piani, al suo shalom.

Che le numerose preghiere fatte da generazioni di membri dell’Esercito della Salvezza, di Gioventù in Missione ed altri, affinché la chiamata di Dio sia sentita in questa città, continuino ad essere risposte.




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