Scienza e tecnologia

ottobre 15, 2018

Il sedicesimo di una serie di progetti di capitoli per un libro da salotto illustrato e di stile popolare sul modo in cui la Bibbia ha modellato molti aspetti delle nostre vite occidentali.

La Bibbia, con i suoi miti, i suoi miracoli e le sue descrizioni fantasiose d’angeli e di demoni, è stata l’ostacolo maggiore alla comparsa della scienza moderna. Fu solo quando il Rinascimento ed il Secolo dell’Illuminismo hanno liberato le menti moderne dalla superstizione medievale di questo libro che l’Era scientifica ha potuto iniziare davvero.

Questa definizione, ampiamente accettata, può sembrare ragionevole ed evidente a colpo d’occhio. Tuttavia, una ricerca obiettiva ed un indagine onesta espongono questa definizione ad essere essa stessa un mito moderno.

Filosofi e scienziati secolari, quali A.N. Whitehead e J.R. Oppenheimer ammettono sinceramente che la scienza moderna è nata dalla visione biblica del mondo. Sebbene le civilizzazioni più antiche, quali greche, indù e buddiste, e più tardi il mondo dell’Islam, avevano tutte delle contribuzioni maggiori da portare alla conoscenza umana, il loro sistema di credenze ha ostacolato lo sviluppo del pensiero scientifico come lo conosciamo oggi.

Anche se i Greci sono forse stati i primi a cercare delle risposte razionali alle domande riguardando l’esistenza e la natura della vita e del cosmo, la loro visione del mondo denigrava il lavoro necessario per portare un cambiamento. Le concezioni cinesi ed indiane del mondo fisico, come illusorio ed irreale, hanno impedito lo sviluppo della comprensione scientifica in Oriente nonostante le prime scoperte, quali la macchina da stampa, il mulino a vento, la polvere da sparo ed il concetto dello zero. I Musulmani hanno avuto accesso a numerosi manoscritti greci e ad Aristotele, ben prima dell’Occidente, ma la loro religione deterministica li impediva di permettere al pensiero scientifico di fiorire.

Sarà solo una coincidenza se l’esplosione del pensiero e delle scoperte scientifiche successe dopo il Rinascimento e la Riforma del 16° secolo in Europa? Oppure si può scoprire un legame tra il recupero delle verità bibliche e la fioritura della scienza e della tecnologia? Come mai la grande maggioranza delle invenzioni scientifiche, sin dall’inizio del 17° secolo, sono state fatte da Europei e dai loro “discendenti”? Come mai il 97% dei laureati del Premio Nobel di scienze naturali, dal 1901 al 1990, hanno uno sfondo giudeo-cristiano, come sottolineano le ricerche dell’economista americano John Hulley : 64% di Protestanti, 22% di Ebrei e 11% di Cattolici?

Sarà forse dovuto al fatto che la visione biblica del mondo provvede le basi fondamentali della scienza moderna, come di seguito? In primo luogo, il mondo naturale è reale. In secondo luogo, lo spirito umano è capace di conoscere la sua vera natura. In terzo luogo, la natura è unificata e le sue componenti sono legate da una relazione di causa-effetto. Ed in quarto luogo (sulle quali sono basate le tre precedenti), c’è un Dio razionale distinto dal cosmo ch’egli ha creato e ch’egli sostiene.

La dichiarazione di questo Creatore intelligente e determinato, stabilendo che la sua creazione era ‘molto buona’, assicurava che l’universo fisico funzionava secondo delle leggi affidabili che gli umani potevano scoprire. Il mondo spirituale ed il mondo materiale potevano quindi operare insieme in armonia.

Questa era la mentalità della grande maggioranza dei pionieri della scienza moderna, compresi degli eruditi anteriori alla Riformi, dal monaco francescano del 13° secolo, Ruggero Bacone. Egli contestò il pensiero aristotelico della sua chiesa cattolica. Come i suoi compagni cattolici tre secoli più tardi, Copernico e Galileo , le sue autorità religiose si opposero alla sua proposta d’indagine razionale mediante l’osservazione e la sperimentazione del creato di Dio, del suo Libro delle Opere.

I pionieri, in numerosi campi che si sono velocemente sviluppati dopo la creazione dei principi suddetti, e che condividevano queste convinzioni bibliche, includevano:

  • Anatomia : Andrea Vesalio
  • Genetica : Gregor Mendel
  • Astronomia : Niccolò Copernico, Johannes Kepler e Galileo Galilei
  • Fisica : Gottfried Leibniz, Isaac Newton, Blaise Pascal, Alessandro Volta, Georg Ohm, André Ampère, Michael Faraday e William Kelvin
  • Chimica : Robert Boyle, John Dalton (padre della teoria atomica) e Joseph Priestley
  • Medicina :James Simpson (cloroformio, ginecologia), Louis Pasteur (batteriologia) e Joseph Lister (antisettici).

La Royal Society of London for Improving Natural Knowledge (Società reale di Londra per il miglioramento delle conoscenze naturali), fondata nel 1660, diventò un organizzazione prestigiosa operando per il progresso scientifico. Inspirata da Comenio, il vescovo e pedagogo moravo, la società si è sviluppata da riunioni informali al Collegio Gresham, un istituzione puritana, con sette Puritani nei dieci scienziati membri d’origine.

Newton, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, ha infatti scritto di più sulla teologia che non sulla scienza (anche se la sua scienza fu forse migliore della sua teologia). Kepler, che studiò per il ministero pastorale luterano, descriveva la sua opera come “pensare i pensieri di Dio secondo lui”. Pascal, che aveva avuto un incontro divino durante una ‘notte da fuoco’ e che scrisse il classico libro di devozione Pensieri, è noto per il suo argomento chiamato ‘la Scommessa di Pascal’: “Se credo in Dio e nella vita dopo la morte e se voi non credete, e se non c’è Dio, perdiamo tutti e due quando moriamo. Tuttavia, se c’è un Dio, voi perdete ancora ed io guadagno tutto.”

Lord Kelvin, della scala di Kelvin che misura lo zero assoluto, scrisse: “se ci pensate sufficientemente, la scienza vi forzerà a credere in Dio.”

Se ci ‘pensiamo sufficientemente’, saremo sforzati a riconoscere che la scienza moderna è effettivamente nata dalla visione biblica del mondo. E questo non è un mito.




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