Trasformare le spade in vomeri d’aratro

ottobre 22, 2018

l diciassettesimo di una serie di progetti di capitoli per un libro da salotto illustrato e di stile popolare sul modo in cui la Bibbia ha modellato molti aspetti delle nostre vite occidentali.

La Bibbia è stata accusata di ogni tipo di violenta atrocità, compresi le Crociate, l’Inquisizione, le guerre di religione, le conversioni sforzate ed altre forme d’estremismo religioso.

E non a caso. Passaggi del Vecchio Testamento parlano di massacri di uomini, di donne e di bambini, e di Davide lodato per aver ucciso ‘decine di migliaia di persone’, rispetto alle poche ‘migliaia’ del Re Saulo. Sono passaggi difficili da accettare per le menti del 21° secolo. Certi richiedono pure che questo ‘libro violento’ sia vietato, cosiccome il Corano usato oggi dagli Islamisti per giustificare la violenza religiosa.

Tuttavia, da oltre duemila anni, la Bibbia ha ispirato le ricerche per la pace fra gli Ortodossi orientali, i Cattolici romani, i Protestanti occidentali ed i movimenti pacifici, e le loro rispettive espressioni politiche.

La chiesa dei primi tre secoli era una minoranza perseguitata, praticando un pacifismo ‘porgi l’altra guancia’. Giustino martire (circa 100-165) scriveva che ‘noi che, precedentemente, ci uccidevamo a vicenda, rifiutiamo non solo di fare la guerra ai nostri nemici, ma…andiamo in libertà verso la nostra morte confessando Cristo.’ Tertulliano (circa 160-220) insegnava contro l’uso di qualsiasi divisa militare, simbolizzando il peccato.

Dopo che l’Imperatore Costantino adottò il Cristianesimo nel quarto secolo, i credenti iniziarono a condividere delle responsabilità per l’ordine temporale. Due vescovi latini, Ambrogio (circa 339-397) ed Agostino (354-430) svilupparono una teoria di guerra giusta basata su due presupposti: primo, la pace era l’ordine voluto da Dio per l’umanità; secondo, la natura umana decaduta aveva bisogno di un autorità legittima per brandire la spada nell’ambito di resistere al male, di far rispettare la giustizia e di difendere il debole. Agostino lo dice in questo modo: “è l’iniquità del campo dell’avversario che impone una guerra giusta al saggio.”

Atanasio e Basile, padri della Chiesa orientale nel quarto secolo, raccomandavano che i soldati avendo ucciso dei soldati nemici, siano perdonati; anche se, aggiungeva Basile, la comunione doveva essere rifiutata per tre anni “per colpa della loro impurità.”

I Cristiani romani si consideravano oramai come i Nuovi eletti; l’impero cristianizzato di recente come il Nuovo Israele; Costantinopoli come la Nuova Roma e la Nuova Gerusalemme. Il loro mandato era di difendersi contro i pagani e gli infedeli, e più tardi contro i Musulmani ed anche contro i Cristiani occidentali, come fece Israele nel Vecchio Testamento sotto Mosè, Giosuè e Davide. ‘La legittima difesa’, ‘la ricerca della pace’, ‘il recupero dei territori persi’ e ‘la prevenzione contro mali più grandi’ diventarono delle giustificazioni accettate per la guerra.

Sia la Cristianità orientale sia quella occidentale, adottarono delle pratiche “di santificazione” per le attività militari, compresi dei cappellani militari, delle benedizioni prima della battaglia, degli uffici religiosi sul campo di battaglia, delle reliquie ed altri simboli religiosi che accompagnavano le truppe in battaglia, cosiccome delle liturgie speciali per gli scomparsi e per le vittorie – tutte queste pratiche sono ancora ampiamente usate oggigiorno.

Papa Innocente IV sosteneva che le Crociate erano opposte ad “un occupazione ingiusta di terre ingiustamente espropriate e sfruttate da chi non ne aveva alcun diritto.”

Nel Medioevo, il movimento della Pace di Dio (Pax Dei) apparve in Europa occidentale per proteggere i beni della chiesa, le risorse agricole ed i cleri senza armi. Questo fu succeduto dal movimento della Tregua di Dio (Treuga Dei), nell’ambito di limitare i giorni della settimana ed i tempi dell’anno in cui la nobiltà poteva andare in battaglia. Delle folle immenseassistevano alla promessa di mantenere la pace, a pena di scomunica per violazione. Un divieto sull’uso di certe armi contro fratelli cristiani era un tentativo precoce di ‘controllo sulle armi’.

La Riforma ha visto un proseguimento dei concetti cattolici ed ortodossi di guerra giusta nelle nuove chiese territoriali. Certi Protestanti tradizionali hanno considerato che i governi secolari avevano il dovere di includere la protezione della società contro l’apostasia (come fecero prima le autorità cattoliche ed ortodosse) che permetteva di giustificare l’esecuzione di eretici con il fuoco. Tuttavia, in quanto minoranze perseguitate, gli Anabattisti hanno ravvivato il pacifismo della chiesa primitiva.

Calvino suscitò la possibilità di una ribellione contro la tirannia, ispirando sia John Knox (Scozia), sia Guglielmo d’Orange (Olanda) alla resistenza armata.

La Bibbia di Ginevra conteneva delle traduzioni e dei commenti a sostegno della disubbidienza ai dirigenti malvagi. La teologia calvinista fu ugualmente implementata durante la Guerra civile inglese e la Rivoluzione americana, per giustificare un ‘mandato divino di riformare l’ordine politico.’

Degli eruditi formati nelle tradizioni calviniste (Ugo Grozio) e luterane (Samuel von Pufendorf) gettarono le basi del diritto internazionale moderno e della comparsa ulteriore d’istituzioni mondiali per il mantenimento della pace, quali le Nazioni Unite.

L’Evangelico svizzero, Henri Dunant, atterrito dalle sofferenze che osservò sul campo di battaglia, è all’origine della Convenzione di Ginevra del 1864 ‘per il miglioramento delle condizioni dei militari feriti in guerra’. Oggi, le Convenzioni di Ginevra definiscono i diritti fondamentali dei prigionieri di guerra, stabiliscono delle protezioni per i feriti e per i malati, e per i civili dentro ed intorno ad una zona di guerra.

Le parole del profeta Isaia, incise alla sede delle Nazioni Unite a New York, esprimono il sogno antico di trasformare le spade in vomeri d’aratro e sono testimoni del contributo incomparabile della Bibbia per la pace mondiale.




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