Il commercio e l’economia

Luglio 30, 2018

Il quinto di una serie di progetti di capitoli per un libro da salotto illustrato e di stile popolare sul modo in cui la Bibbia ha modellato molti aspetti delle nostre vite occidentali. Il primo capitolo suggeriva che la Bibbia è la chiave per capire l’Europa. Il secondo, terzo e quarto capitolo esplorano l’influenza della Bibbia rispettivamente sull’arte e la musica occidentalesull’architettura e la concettualizzazione e sull’agricoltura ed il giardinaggio. Le vostre opinioni sono benvenute.

Per tanti, la Bibbia può sembrare molto lontana dal mondo del commercio e dell’economia. Eppure l’economia moderna è stata profondamente formata sia dal Vecchio sia dal Nuovo Testamento attraverso i secoli.

Un economista contemporaneo chiama il capitalismo di mercato odierno “una prole secolarizzata della tradizione, delle convinzioni e delle speranze ebraiche e cristiane.” La nostra fede nella dignità umana e nella libertà, così come l’adesione alle norme giuridiche, derivano dalla Bibbia e non dai manuali scientifici secolari.

L’economia non è un’indagine matematica priva di valori, come il guru Milton Friedman tendeva a farci credere. In definitiva, si tratta di scegliere tra il bene ed il male. La Bibbia è piena di pensieri e di norme economiche, con oltre 700 riferimenti al denaro e all’economia. Pensate a Giuseppe ed alla sua introduzione del primo piano economico di sette anni conosciuto nella storia. Pensate alla legge mosaica, ai proverbi ed ai profeti che affrontando gli atteggiamenti verso la ricchezza ed il possesso, accentuando l’amore fraterno, i doveri familiari, il bene comune e le responsabilità sociali, specialmente per le vedove, i poveri ed i migranti. Ricordatevi dell’instaurazione dell’anno del Giubileo, durante il quale ogni quarantanove anni, i debiti venivano cancellati e le terre restituite ai proprietari, frenando l’accumulazione della ricchezza nelle mani di pochi ed assicurando la parità per tutti.

Gesù insegnò tante storie sugli atteggiamenti rispetto al denaro, alla ricchezza, alla povertà ed ai valori spirituali. Quasi due terzi delle parabole riguardano contesti socioeconomici: il ricco stolto, i due debitori, l’amministratore ingiusto e tante altre. Parlava di rendere a Cesare ciò che era di Cesare ed a Dio ciò che era di Dio. Il suo comandamento di “amare Dio ed amare il prossimo come se stesso” ha modellato gli atteggiamenti economici occidentali, attraverso gli insegnamenti della Chiesa, limitando l’avidità sfrenata e promovendo una coscienza sociale nella comunità.

Termini come ‘credito’ e ‘debito’ derivano da concetti spirituali: ‘credito’ da ‘credo’; ‘debito’ significa pure ‘peccato’ o ‘colpa’ in varie lingue europee (per esempio ‘rimetti i nostri debiti…’). Parlando di credito e debito, il metodo contabile di partita doppia, utilizzato ora a livello mondiale, era stato sviluppato da un frate francescano, Luca Pacioli, per restaurare l’ordine di Dio nel caos del proprio mondo finanziario.

Tabelle e mappe mondiali, mostrando la classifica della qualità di democrazia, il Prodotto interno lordo pro capite, o l’indice di trasparenza internazionale mostrando le nazioni meno corrotte, rivelano un modello notevole. In cima a ciascuna di queste liste sono le nazioni più modellate dalla Bibbia tramite la Riforma (anche se sono oggi ampiamente secolari), seguite dai paesi Cattolici, poi da quelli Ortodossi, ed infine dalle nazioni Musulmane, Induiste, Buddiste, comuniste ed animiste.

Sebbene un non ammiratore di Giovanni Calvino, Max Weber rintraccia le radici del capitalismo nella forte etica di lavoro del Riformatore di Ginevra, nella sua enfasi nell’autocontrollo e nella riverenza verso i comandamenti biblici di non rubare o desiderare, la quale diede le fondamenta per la proprietà privata e la libera imprenditorialità. L’assegno di Calvino per un modesto tasso d’interesse del quattro per cento sui prestiti è durato per quattro secoli in Svizzera, una delle sorgenti a lungo termine della prosperità della Svizzera.

Adam Smith, spesso chiamato padre dell’economia moderna per il suo libro innovativo La ricchezza delle nazioni, era professore di filosofia morale cristiana all’Università di Glasgow. Egli scrisse pure sulla centralità del concetto di solidarietà, o empatia mutuale, la facoltà morale che arginava l’interesse personale.

L’economia moderna, in rottura con le limitazioni ritenute da Smith, sta causando l’insoddisfazione in tutto il mondo. Eppure, i testi biblici fondamentali alla nostra civilizzazione occidentale rimangono un codice dimenticato, offrendo una linea-guida opportuna e pratica per un ordine economico più giusto ed equo.

 




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